AUTONOMIA PER L'ETÀ EVOLUTIVA
«Ci sono comportamenti di tuo figlio difficili da gestire e certe attività sono per lui complicate.»
Osservo tuo figlio nella sua quotidianità per capire le sue fragilità e i suoi punti di forza.
Lavoro con lui attraverso il gioco, il movimento e le esperienze sensoriali, per accompagnarlo verso una maggiore autonomia nelle attività che per lui contano.
Professione sanitaria della riabilitazione · Iscritta all’albo TSRM-PSTRP n.121
Quali bimbi posso aiutare
Quando gioco, scuola, pasti o autonomie di ogni giorno diventano una fatica per tuo figlio
- Disturbi dello spettro autistico
- ADHD
- Disgrafia
- Selettività alimentare
- Difficoltà grafomotorie
- Disprassia
- Disturbi della coordinazione motoria
- Disregolazione emotiva
- ARFID
- Sindromi genetiche
- Disabilità intellettiva
- Paralisi cerebrale infantile
sembrano CAPRICCI?
“Non vuole vestirsi.”
“Non sta fermo a tavola.”
“Non vuole sporcarsi le mani.”
“Fa sempre lo stesso gioco.”
“Non vuole provare quel cibo.”
“Si arrabbia quando qualcosa cambia.”
"Non rispetta le regole"
Dall’esterno certi comportamenti possono sembrare capricci, opposizione o mancanza di volontà.
Ma proviamo a guardarli da un’altra prospettiva: un bambino può rifiutare un’attività perché gli risulta difficile, perché non sa ancora come affrontarla, perché richiede competenze che sta ancora sviluppando o perché l’esperienza sensoriale è per lui troppo intensa, imprevedibile o poco tollerabile.
In terapia occupazionale ci chiediamo:
Che cosa sta succedendo al bambino? Che cosa gli chiede quella situazione?
Cosa possiamo cambiare perché possa partecipare?
Vestirsi, mangiare, giocare, stare a tavola o usare le mani non sono semplici azioni: sono occupazioni quotidiane e per svolgerle il bambino deve integrare tante competenze diverse.
I SEGNALI
«Lavarsi, vestirsi, mangiare, fare i compiti: ogni giorno c'è qualcosa che diventa una fatica.»
Ogni bambino ha i suoi tempi. Ma se riconosci tuo figlio in più di uno di questi segnali, una valutazione può aiutarti a capire cosa c’è dietro.
Mani e scrittura
- Stringe la penna con troppa forza oppure scrive con un tratto quasi invisibile
- Forbici, bottoni e lacci sono una battaglia
- Esce dalle righe, perde il segno quando copia dalla lavagna
- Si stanca dopo poche righe
- Rifiuta il disegno
Autonomie di ogni giorno
- Rispetto ai coetanei fa ancora fatica a vestirsi, lavarsi i denti o usare le posate
- Ha bisogno di aiuto in routine che gli altri bambini gestiscono da soli
- Ripete sempre gli stessi giochi, fatica a inventarne di nuovi
- Preferisce giocare da solo
Tatto e cibo
- Lavare o pettinare i capelli, tagliare le unghie diventa una lotta
- Evita colla, pittura, sabbia: non sopporta sporcarsi le mani
- Etichette e certi tessuti danno un fastidio insopportabile
- Mangia pochi cibi, sempre gli stessi, e rifiuta quelli nuovi
Movimento ed equilibrio
- Ha paura di altalene, scivoli o scale
- Non sta mai fermo: corre, salta, gira su se stesso
- Seduto al banco si accascia, si appoggia o si regge la testa con la mano
Corpo e attenzione
- Sembra non accorgersi quando lo tocchi o quando si fa male
- Urta oggetti e persone, appare goffo
- Rompe giocattoli e punte delle matite senza volerlo
- Si distrae con ogni rumore o si copre le orecchie
Riconosci due o più segnali? Parliamone.
Un percorso costruito su tuo figlio, passo dopo passo
Prima di proporre qualsiasi attività, mi prendo il tempo di capire chi è tuo figlio, cosa lo mette in difficoltà e dove vuoi arrivare insieme a lui.
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1
Colloquio con i genitori
Si parte da te: mi racconti cosa hai notato a casa, a scuola e nel gioco, e quali difficoltà pesano di più nella vostra giornata.
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2
Valutazione del bambino
Osservo tuo figlio mentre gioca e si muove e, quando serve, uso test strutturati. Così capisco non solo cosa fatica a fare, ma perché, e quali sono i suoi punti di forza.
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3
Definizione degli obiettivi
Fisso obiettivi concreti, legati alle attività che contano davvero per lui: vestirsi da solo, scrivere senza stancarsi, stare a tavola con serenità.
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4
Restituzione ai genitori
Ti spiego con parole chiare cosa è emerso, cosa c'è dietro le difficoltà e quale percorso propongo. Ogni domanda è benvenuta.
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5
Intervento
Lavoriamo attraverso il gioco, il movimento e le esperienze sensoriali. E ti lascio indicazioni pratiche da portare nella vita di tutti i giorni.
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6
Rivalutazione
A distanza di tempo verifichiamo i progressi e aggiorniamo gli obiettivi. È il percorso ad adattarsi a tuo figlio, non il contrario.
I MIEI STUDI
Uno spazio pensato su misura per crescere
Via Cirio 25 Nizza Monferrato
Corso alla Vittoria 23 Asti (SanitAsti)
Via Marengo 82 Alessandria
Corso Leoniero 31 Tortona (Percorrere)
✓ Laurea in Terapia Occupazionale (dal 2015)
✓ Iscritta all’albo TSRM-PSTRP n. 121
✓ Fase di certificazione internazionale CLASI CASI (Ayres Sensory Integration®)
✓ Abilitata alla somministrazione dei test EASI
Le aree principali
INTEGRAZIONE SENSORIALE
Il tuo bambino è goffo, non sta mai fermo o si irrita per rumori, etichette e contatto?
Quando i sensi non “dialogano” tra loro, ogni gesto costa fatica e il bambino si sente sopraffatto. Con l’approccio Ayres Sensory Integration® lo aiuto a percepire, muoversi e reagire con più sicurezza.
SELETTIVITÀ ALIMENTARE
Il tuo bambino mangia sempre gli stessi pochi cibi e ogni pasto diventa una abttaglia?
Spesso non è un capriccio: dietro c’è una difficoltà sensoriale con consistenze, odori e colori. Lavoro per ampliare in modo graduale ciò che il bambino accetta, senza forzature e senza tensione a tavola.
Domande frequenti
Qual'è il momento migliore per rivolgersi a un terapista occupazionale?
Non è necessario aspettare che la difficoltà diventi importante. Se una fatica interferisce con il gioco, la scuola, le autonomie, le relazioni o la partecipazione alla vita quotidiana, una valutazione può aiutare a comprendere meglio i bisogni del bambino e individuare strategie personalizzate.
Mio figlio scrive in modo disordinato. Cosa si può fare?
È importante fare una valutazione per capire i punti di fragilità per cui scrive così e sostenerlo in modo mirato.
Mio figlio ha difficoltà a rispettare i turni, condividere il gioco con gli altri e rispettare le regole: la TO può aiutare?
Sì! La Terapia Occupazionale aiuta il bambino a sviluppare le abilità necessarie per partecipare al gioco: aspettare il proprio turno, comprendere e rispettare le regole, gestire la frustrazione e interagire con gli altri. Attraverso attività ludiche mirate, queste competenze vengono allenate proponendo la giusta sfida in modo graduale.
Mio figlio è selettivo: mangia solo pasta bianca e focaccia. Abbiamo fatto diverse visite con specialisti. Cosa si può fare?
Occorre fare una valutazione attenta del profilo sensoriale del bambino, dell’ambiente in cui si mangia e della routine che gira intorno al pasto. Dopo di che si può strutturare un intervento mirato in sinergia con scuola e famiglia
Hai un dubbio sullo sviluppo di tuoi figlio?
Parliamone insieme
Una valutazione mirata aiuta a capire cosa c’è dietro le sue difficoltà e da dove partire.
FIssa una prima valutazione in studio
Dott.ssa Erika Stefanelli
Terapista Occupazionale
Iscritta all’albo dei Terapisti occupazionali n. 121
Ordine TSRM PSTRP di Torino, Aosta, Alessandria, AstiP.IVA 01599040050
C.F. STFRKE92B65A182S
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Studi · Asti · Alessandria · Nizza Monferrato · Tortona
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