ETÀ EVOLUTIVA - SELETTIVITÀ ALIMENTARE
«Mio figlio mangia pochissime cose. Il momento del pasto è diventato un incubo.»
Se ti sei ritrovato a pensarlo, non sei solo. Lavoro sulla selettività alimentare con un approccio graduale e mai forzato: il Get Permission Approach.
Professione sanitaria della riabilitazione · Iscritta all’albo TSRM-PSTRP n.121
NON È UN CAPRICCIO
Molti bambini attraversano fasi di selettività. Alcuni segnali, però, chiedono di capire cosa c'è dietro.
Se ritrovi tuo figlio in uno o più di questi punti, non stai assistendo a un rifiuto per dispetto: c’è una ragione, e si può lavorarci.
Accetta solo pochi cibi
Il repertorio alimentare è ristretto e tende a restringersi ancora, non ad ampliarsi.
Evita certi colori o consistenze
Rifiuta certe consistenze o certi colori.
Mangia solo in situazioni precise
Stesso piatto, stesso posto, stessa marca: fuori da quelle condizioni non mangia.
Il pasto è fonte di stress
Pianti, fughe da tavola, tensione per tutta la famiglia. Il pasto diventa una battaglia.
Non è un capriccio. È una difficoltà reale che ha cause precise e che si affronta con metodo e rispetto dei tempi del bambino.
DA COSA PUò DIPENDERE
Le cause possono essere sensoriali, motorie o emotive
Spesso non c’è un motivo solo: si intrecciano. Capire quali pesano di più, nel caso di tuo figlio, è il primo passo.
1
Elaborazione sensoriale diversa
Gusto, olfatto e consistenze possono arrivare al cervello in modo più intenso o confuso: quello che per te è un sapore, per lui può essere un allarme.
2
Difficoltà di manualità
Portare il cibo alla bocca, usare le posate, gestire un alimento che sfugge: se il gesto è faticoso, il pasto diventa poco appetibile.
3
Difficoltà oro-motorie
Masticare, spostare il cibo in bocca e deglutire richiede coordinazione. Quando manca, alcune consistenze vengono evitate.
4
Bisogno di prevedibilità
Alcuni bambini hanno bisogno che tutto sia come se lo aspettano. Un cibo nuovo, o presentato diversamente, è un imprevisto difficile da gestire.
5
Difficoltà di regolazione
Se il bambino fa fatica a regolare le proprie emozioni e il proprio stato di attivazione, un momento richiestivo come il pasto può diventare ingestibile.
6
Esperienze negative col cibo
Un episodio di soffocamento, il vomito, un dolore: basta una volta perché quel cibo o il momento del pasto restino associati alla paura.
7
Pregressa alimentazione con sondino
Chi è stato alimentato artificialmente ha avuto un incontro con il cibo molto diverso dagli altri e va accompagnato con particolare gradualità.
In alcuni casi si parla di ARFID
Quando la restrizione alimentare è marcata e persistente, in ambito clinico si utilizza il termine ARFID — Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo. Non è un’etichetta da temere: è un modo per inquadrare la difficoltà e scegliere l’intervento più adatto.
COME POSSO AIUTARTI
Lavoriamo in squadra: io con tuo figlio, io con te e te con tuo figlio
Strategie comunicative
Come parlare del cibo, cosa proporre e cosa evitare di dire a tavola, perché il pasto smetta di essere un lotta continua.
Strategie pratiche
Indicazioni concrete da applicare a casa, nei momenti in cui la difficoltà si presenta davvero.
Aspetti sensoriali, manuali e ambientali
Con il bambino lavoro su ciò che rende difficile il contatto con il cibo: le consistenze, la manualità, il contesto del pasto.
Gioco e sperimentazione
Aiuto tuo figlio ad avvicinarsi al cibo attraverso il gioco, “in punta di piedi”, rispettando i suoi tempi. Mai forzando.
IL METODO
Get Permission Approach: prima di mangiare ci sono tante tappe
È un approccio graduale: il bambino non viene mai forzato a mangiare. Guardare, annusare, toccare, giocare con il cibo sono passi legittimi e necessari — e ognuno di essi conta.
Guardare
Annusare
Toccare
Assaggiare
Ogni piccolo passo conta. Il ritmo lo decide il bambino.
NON SIETE SOLI
Non hai sbagliato niente. E non devi cavartela da sola.
Molti genitori che incontro arrivano stanchi e con la sensazione di essere giudicati: da chi dice che “prima o poi mangerà”, da chi suggerisce di insistere, a volte da sé stessi. Il senso di colpa è la cosa più diffusa e la meno utile.
La selettività alimentare è una difficoltà comune e affrontabile. Non servono forzature né soluzioni miracolose: serve capire come funziona tuo figlio e costruire, insieme, un percorso alla sua misura.
Se il pasto è diventato il momento più difficile della giornata, parliamone. Senza impegno e senza giudizio.
COME FUNZIONA
Tre passi, a partire da una chiaccherata
1
Mi contatti
Su whatsapp o al telefono. Rispondo io, di persona.
2
Chiamata conoscitiva gratuita
Mi racconti la situazione e valutiamo insieme come posso aiutarti. Nessun impegno.
3
Percorso personalizzato
Se è il caso, costruiamo un percorso su misura per tuo figlio e per la vostra quotidianità.
Se ti ritrovi in una di queste situazioni, prenota una chiamata conoscitiva
Ricevo in studio su appuntamento ad Asti, Alessandria, Nizza Monferrato e Tortona.
oppure stefanelli.terapista@gmail.com
Dott.ssa Erika Stefanelli
Terapista Occupazionale
Iscritta all’albo dei Terapisti occupazionali n. 121
Ordine TSRM PSTRP di Torino, Aosta, Alessandria, AstiP.IVA 01599040050
C.F. STFRKE92B65A182S
Sedi
Ricevo su appuntamento ad Asti, Alessandria, Nizza Monferrato e Tortona
A domicilio · province di Asti e Alessandria
© 2026 Dott.ssa Erika Stefanelli Privacy Policy Cookie Policy